Che cos’è l’IBU

IBU (International Bitterness Units)

È uno degli acronimi birrari che ha acquisito maggiore fama negli ultimi anni, soprattutto grazie al successo delle birre luppolate.

Il motivo è semplice: rappresenta la scala internazionale per misurare l’amaro di una birra. Valori più alti indicano birre più amare, tuttavia il discorso non è così semplice, perché nella percezione del gusto entrano in gioco altre componenti.

Così se una birra è molto maltata (dolce), la parte amara risulterà meno evidente anche a fronte di un valore di IBU molto alto. Inoltre il valore è teorico e non sempre indicativo al 100%, anche perché esistono diversi metodi per calcolarlo.

IBU Birra

La maggior parte delle birre commerciali ha un grado di amaro intorno ai 16. Il gusto complessivo è equilibrato, perché queste bevande non utilizzano grandi quantità di malto.

Per birre più corpose, ottenute con quantità maggiori di malto, è necessario raggiungere IBU più alti per continuare a mantenere bilanciato il gusto.

Per esempio, una Imperial Stout può averne 50, ma al gusto sembrerà meno amara di una English Bitter con un grado di 30, perché quest’ultima è ottenuta con meno malto della prima.

Birre prodotte con molto malto possono arrivare a 60-70, ma è possibile trovarne con valore ancora più alto.
Il limite tecnico è intorno a 100, al di sopra del quale non si hanno più effetti di correzione del gusto.

Infine, oltre un certo valore il nostro palato non riconosce IBU diverse: saranno tutte birre ugualmente (super) amare, anche se in etichetta sono indicati 1.000 IBU – cosa realmente accaduta con Mikkeller.